Per la legalità: Assocontroller e Transparency Italia

Transparency Italia nella sua recente newsletter –  che includiamo –  affronta il tema della corruzione e della opportunità di strumenti di whistleblowing che sono ora una realtà anche in Italia. 
Ho trovato interessante alcuni fatti:

  • Corte d’appello degli Stati Uniti che, pochi giorni fa, ha definito “illegale” il programma di intercettazioni di massa ad opera della National Security Agency denunciato oltre sette anni fa da Edward Snowden.  : tutti voi ricorderete come questo personaggio che aveva avuto l’eroico coraggio di denunciare (whistleblower) è stato – ed è – trattato come il peggior delinquente dagli USA e da tutti i suoi paesi alleati! 
  • dal CERC:le aziende italiane sono ancora poco consapevoli della rilevanza dei sistemi per la voce dei collaboratori e in particolare dei sistemi di whistleblowing, adottati nella maggior parte dei casi in un’ottica di compliance.

Assocontroller fin dalle prime versioni del suo statuto e della definizione della sua mission ha messo al primo posto la LEGALITA’ .  Nel Regolamento che vincola i propri soci, ci sono passi salienti che si rivolgono ad una categoria professionale (i controller) che sicuramente entra in rapporto con situazioni eticamente & legalmente ‘dubbie’ e quindi si trova di fronte al dilemma di come rapportarsi. 

Assocontroller caldeggia di fruire del portare ALAC   https://www.transparency.it/alac/    .

inoltre la associazione ha stabilito un rapporto di collaborazione con Transparency per cui scrivendo al nostro Responsabile per il Codice Etico (Drsa Giuliana Cassioli) al sportello@assocontroller.it  è possibile avviare un dialogo innanzitutto con lei che poi coinvolgerà ALAC per un discorso a tre. 
Giorgio Cinciripini

Past President

12 settembre 2020
TRANSPARENCY WEEK

Ogni settimana mandiamo ai nostri lettori le notizie principali e i nostri approfondimenti legati ai temi dell’anti-corruzione.  
Davide Del Monte, Direttore Esecutivo di Transparency International Italia
Twitter: @davidovskij

Questo sabato torniamo a parlare di whistleblowing, perché da lunedì prenderà il via una importante campagna di Transparency International per ridare centralità al tema fondamentale delle tutele per chi segnala casi di corruzione. 

L’emergenza sanitaria globale ha infatti scompaginato tutte le agende di governo, ma ora è il momento di rimettere – seppur con tutte le difficoltà del caso – alcuni temi al centro del dibattito politico e pubblico. 

Tra questi vi è sicuramente il rafforzamento delle tutele dei whistleblower, che devono essere rimesse in discussione e migliorate attraverso la trasposizione della direttiva europea approvata lo scorso anno. 

Non sto qui a ricordare quanto sia importante creare le condizioni, per chi vuole parlare, di poterlo fare liberamente. A rinfrescarvi la memoria ci penseranno infatti gli interventi che seguono di Philip Di Salvo, ricercatore post-doc presso l’Istituto di media e giornalismo dell’Università della Svizzera italiana di Lugano e di Alessandra Mazzei, professoressa di comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche allo Iulm. 

Ad ogni modo, ad ulteriore riprova dell’importanza dei whistleblower, è intervenuta niente meno che una Corte d’appello degli Stati Uniti che, pochi giorni fa, ha definito “illegale” il programma di intercettazioni di massa ad opera della National Security Agency denunciato oltre sette anni fa da Edward Snowden.  

Peccato che Snowden sia ancora costretto in esilio, a causa delle accuse di spionaggio pendenti sulla sua testa. La possibilità di un suo ritorno in patria varrebbe più di centomila saggi sull’argomento e per questo aspettiamo fiduciosi una presa di posizione in questo senso. 

NOVITÀ E APPROFONDIMENTI

Video – Intervista con Philip Di Salvo Philip Di Salvo, giornalista e ricercatore all’Università Svizzera Italiana (USI) di Lugano, ci parla del suo libro “Digital Whistleblowing Platforms in Journalism. Encrypting Leaks” e ci spiega l’utilizzo delle piattaforme di whistleblowing nel settore del giornalismo.

Twitter: @philipdisalvo
Combattere la corruzione dall’interno delle organizzazioni: in Italia c’è ancora da fare Alessandra Mazzei, Direttore del Centre for Employee Relations and Communication, Università IULM
alessandra.mazzei@iulm.it, employee.communication@iulm.it
Centro di ricerca for Employee Relations and Communication(CERC)
Scopri Centro di ricerca for Employee Relations and Communication(CERC), un centro di ricerca dell’Università IULM, che ha come finalità di sviluppare e diffondere la cultura della comunicazione e delle relazioni organizzative e sostenere l’attività di ricerca che sia rilevante per le aziende, attraverso lo sviluppo di pratiche manageriali innovative.


Scopri ALAC – Allerta Anticorruzione, l’innovativa assistenza di Transparency International Italia indirizzata ai cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione di cui siano venuti a conoscenza. L’obiettivo del nostro portale è quello di assistere chi decide di segnalare episodi di corruzione, guidandolo nel percorso più sicuro e più appropriato.Il tema delle cattive pratiche nelle aziende, nelle amministrazioni pubbliche e addirittura nelle organizzazioni per i servizi sociali è purtroppo sempre in auge. Anche durante la gestione della pandemia Covid-19 per esempio sono stati segnalati ambienti di lavoro non sicuri e mancanza di adeguate protezioni per prevenire il contagio da parte di collaboratori delle residenze per anziani.

Da questo e da altri numerosi casi di cronaca emerge come i collaboratori siano dei veri e propri insider. Infatti spesso chi lavora all’interno di un’organizzazione è testimone di frodi, corruzione, discriminazioni, trattamenti ingiusti e altri fatti controversi o palesemente disonesti. E potrebbe segnalarli se ne avesse gli strumenti o se non dovesse temere le ricadute negative in termini di isolamento, demansionamento, trasferimento o addirittura licenziamento.


Dal punto di osservazione del Centro di ricerca for Employee Relations and Communication (CERC), abbiamo rilevato che prevenire il malaffare potrebbe essere molto più efficace se le organizzazioni favorissero la voce dei propri collaboratori, cioè la libera espressione delle loro opinioni e in particolare del dissenso.

Qual è lo stato dell’arte in Italia? Il CERC ha condotto alcuni studi che indicano come le aziende italiane sono ancora poco consapevoli della rilevanza dei sistemi per la voce dei collaboratori e in particolare dei sistemi di whistleblowing, adottati nella maggior parte dei casi in un’ottica di compliance.Leggi l’articolo

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