CPI 2016: L’ITALIA GUADAGNA UNA POSIZIONE, MA NON BASTA

Transparency International – Italia ha appena pubblicato il suo ’Indice di Percezione della Corruzione (CPI)’.

Grande risultato !!!  L’anno scorso eravamo al secondo posto dopo la Bulgaria, ora siamo al terzo … la Grecia ci ha dato una mano !!!

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Riportiamo quanto pubblicato nel sito della associazione

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo. Oggi, alle ore 12.30, presso la sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma, i risultati saranno commentati dal Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali e dal Presidente di A.N.AC., Raffaele Cantone. Contestualmente, inoltre, i due presidenti firmeranno un protocollo d’intesa in materia di gestione delle segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici. Questo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese non è certo un’eccellenza nella lotta alla corruzione.

La ventiduesima edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione vede l’Italia al 60° posto nel mondo, migliorando quindi di una posizione rispetto all’anno precedente. Il voto assegnato al nostro Paese  è di 47 su 100, e ci vede migliorare anche qui, di 3 punti significativi.

In Europa però, la situazione per l’Italia non può dirsi ottimale: si trova infatti come fanalino di coda, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.

A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia. Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.

 

Assocontroller è impegnata alla riduzione del livello di corruzione che genera solo ingiustizie economiche e sociali.

Assocontroller è iscritta a Transparency International.

Ricordiamo la esistenza di un codice etico associativo molto attento e che esiste un accordo diretto con Transparency:                se un qualche socio si trova in una situazione dubbia, a rischio, fortemente suggeriamo, caldeggiamo che prenda contatti con il ns responsabile del codice etico ( trovate nel ns sito i riferimenti) per chiedere consiglio.

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