Osservatorio delle Professioni

20150409_133919Nel contesto imponente di Montecitorio si è avuto questo evento voluto da CNA per dare informazione sul mondo dei professionisti non ordinistici, come ‘nati’ dalla legge 4 del 2013.

 

Ricca la scaletta degli interventi che ha avuto un momento saliente nella presentazione dei risultati dell’Osservatorio (permanente) sulle Professioni, sviluppato dallo ufficio studi di CNA partendo dai dati INPS sulla Gestione Separata e dalla lettura degli oltre 2800 questionari compilati, anche dai soci Assocontroller, alcuni mesi fa.

Il  Segretario

Quali spunti interessanti e di riflessione ?

  • Mentre nel periodo 2009-13 la occupazione totale è calata del 2,3%, gli iscritti alla gestione separata dell’INPS (le ‘partite IVA’) sono aumentate del 19% (quali cause ? solo la crisi che ha esternalizzato alcune figure ?)
  • Nel 2000 il Consiglio d’Europa in Portogallo aveva sancito come la società europea fosse diventata società di servizi; e come tale il know how, l’innovazione doveva passare essenzialmente sulla qualità delle risorse umane: istruzione e formazione permanente.   Mi piace il parallelo con l’impresa: un’azienda acquisisce un brevetto, una macchina innovativa per migliorare il proprio processo di produzione, in una società di risorse umane, l’investimento deve essere fatto sulle competenze del proprio personale: quindi formazione continuativa.
  • Se si stima che il PIL generato dalle professioni (tutte) è di 20% ca. questo valore sta sicuramente continuamente aumentando
  • Il riconoscimento della rispondenza del professionista agli standard qualitativi della professione è stato introdotto, per quelle non ordinistiche, con la legge 4 e quindi con l’attestazione e la certificazione
  • Quest’ultima deve essere rilasciata da società di certificazione accreditata da Accredia e quindi – secondo le norme che regolano a livello europeo le certificazioni – essa dovrebbe essere valida e riconosciuta in tutto l’ambito europeo [aspetto da approfondire con Prof Berloffa]
  • L’intervento del sottosegretario a Economia e finanza ha avuto la sua rilevanza per l’enfasi con la quale ha dato atto della attenzione che in questi ultimissimi anni si sta dando al mondo delle professioni e che ha reso possibile la approvazione della legge 4 dopo 15 anni di tentativi .
  • Ha ripetuto l’importanza dell’investimento nella formazione e alla fine ha preso in esame alcune delle 10 proposte che CNA Professioni ha presentato al mondo politico. In particolare sulle detrazioni per formazione ed accesso ai crediti
  • L’intervento dell’On Damiano (alta competenza e lunga esperienza in ambito previdenziale) ha sottolineato la anomalia della tassazione di questi redditi che dovrebbero essere considerati come prodotti da lavoratori autonomi e quindi al 24%
  • Nel suo intervento finale il Segretario Generale di CNA Silvestrini ha sancito come questa era la ‘giornata del riconoscimento’ … delle professioni non ordinistiche; ha riportato la presenza al convegno in vari momenti di oltre 15 deputati (nonostante l’attività in aula) , un numero alto ed inusuale !
  • L’economia italiana si sta muovendo grazie innanzitutto a fatti esterni come la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro di un 20% (battuta sull’Italia che era bravissima a svalutare la Lira al momento giusto!), agli interventi ultimi della BCE ed al prezzo del petrolio ai minimi storici . Quindi occorre immettere risorse anche umane; il binomio di intellettualità e capacità manifatturiera è un must!
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  • ARTICOLI  CORRIERE ECONOMIA E ITALIA OGGI – TEMPO REALE 10-04-2015
    CORRIERE ECONOMIA
    Imprese: Cna, puntare su mercato interno per ripresa
    18:49  ROMA (MF-DJ)–“L’impressione che abbiamo e’ che si sia fermato il ciclo negativo e, lentamente, si stia avviando la ripresa”. Lo ha affermato Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, al convegno di presentazione dell’osservatorio nazionale professioni Cna. “Dopo sette, otto anni di crisi- ha proseguito Silvestrini -il Paese e’ infiacchito, ma bisogna invertire questa tendenza. Le condizioni macroeconomiche ci sono. Il calo del petrolio, l’intervento di Draghi, soprattutto il brusco calo di valore dell’euro ci devono far guardare al futuro con piu’ ottimismo”. “I professionisti- ha concluso Silvestrini -sono in grado di contribuire a riavviare il Paese e a ricondurlo ai livelli che merita, e ai quali puo’ legittimamente aspirare. Chi viene nel nostro Paese ha bisogno dei servizi dei professionisti, servizi alla persona o alle imprese, che rappresentano il grande valore aggiunto italiano. E proprio la consulenza dei professionisti puo’ sostenere e irrobustire il ruolo italiano di leader nel manifatturiero, secondi in Europa solo alla Germania”, ha concluso Silvestrini.

    Italia oggi – TempoReale
    Professioni senza albo in continua crescita
    Di Benedetta Pacelli
    Hanno in media 46 anni, la metà di loro è laureata, e oltre il 60% esercita l’attività come libero professionista in via prevalente. L’esercito dei professionisti non ordinistici, quelli regolamentati dalla legge 4/13, si fotografa e per la prima volta comincia a contare). Lo fa attraverso un Osservatorio nazionale permanente promosso da Cna professioni e presentato ieri a Roma in un convegno ad hoc, che si candida a diventare un primo atlante per le professioni non ordinistiche. Che cosa fanno? Come sono organizzati? A queste e altre domande cerca di rispondere la Cna attraverso un’ indagine conoscitiva di tipo qualitativo condotta su un campione di circa 3 mila professionisti che esercitano 29 attività diverse. E tra i dati più significativi c’è quello della loro crescita costante: nel complesso si tratta di oltre 1,5 milioni di soggetti tra professionisti e collaboratori, esclusivi e concorrenti. Ma il loro numero è destinato a crescere se si considera che tra il 2009 e il 2013 secondo i dati Inps il numero dei professionisti non ordinistici lavoratori autonomi con partita Iva iscritti alla Gestione separata è cresciuto del 19,1% a fronte di un calo del 2,6% dell’occupazione complessiva. E poi ancora, secondo il rapporto, circa la metà è laureato, e oltre l’80% cura in particolar modo la formazione professionale. Ma i dati non sono tutti di segno positivo. Più della metà dei professionisti non arriva a 20mila euro l’anno lordi, e solo 2 di loro su 10 riesce ad avere oltre 100 clienti, mentre la maggioranza non supera i 20.

 

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