European Professional Card a Roma

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L’evento è stato organizzato dalla Commissione Europea Direzione Generale per il Mercato Interno e dalla Presidenza del Consiglio presso le strutture congressuali di Palazzo Chigi. In contesto è stato sicuramente di ‘alto tono’ ! Partecipazione di molti rappresentanti esteri di professioni, funzionari UE.   In sintesi riporto gli interventi e gli spunti che io trovato interessanti.   Il 18.1.2016 entra in vigore la European Professional Card, procedura informatizzata che permette una sensibile facilitazione di riconoscimento delle professioni attraverso i confini dei 28 stati del mercato comune europeo. L’Europa non ha risorse naturali, quindi le dinamiche devono essere basate sulla qualità delle risorse umane !  in un mercato unico. Esempio il mercato delle telecomunicazioni e della telefonia europei vedono 1100 operatori: in USA solo 4!!! Il 70% del GDP è nei servizi . Facendo una stima di introduzione delle ‘best practices’ si risparmierebbe il 3% del GDP europeo.; solo per acquisti pubblici attraverso procedure web il risparmio sarebbe di 100 B€.  Bisogna muoversi e velocemente! Dare la possibilità alle risorse e qualifiche personali di muoversi da uno stato all’altro.

Si è cominciato con 7 professioni, regolamentate da Ordini, albi, registers e sono: medici, infermieri, fisioterapisti, guide alpine. Una azione che sta stimolando la CE è la revisione interna delle motivazioni che nei tempi pregressi hanno portato agli ordini: viene chiesto un confronto internazionale per spiegare quali sono le peculiarità di uno stato che richiede il mercato chiuso (ordine) rispetto agli altri.    Percorso lungo! Al riguardo è stato portato uno studio interessante del Prof Feltrin (Università di Trieste) dei modelli di professioni e della loro evoluzione nello ultimo secolo ed in particolare negli ultimi 30 anni:  c’è stata una maggiore richiesta di servizi personalizzati, quando il modello di lavoro dipendente fisso è crollato, ma anche un forte aumento del contenuto tecnologico e specialistico.           Maggiore è la competenza tecnico scientifico e minori sono le barriere. Barriere sono anche legate alle diverse normative nazioni previdenziali e fiscali.

Contenuti innovativi della EPC: tirocinio abilitante che può essere svolto anche all’estero in analoghe strutture professionali; l’accesso parziale alla professione quando non c’è completa sovrapposizione delle competenze tra i due stati; EQF parametri di riferimento per valutare le conoscenze, competenze ed abilità che sono basate su 5 livelli, che tengono conto non solo dei titoli di studio ma anche apprendimento informale in corsi formativi ed nell’ambiente di lavoro. Sistema di Allerting su persone deferite ai propri ordini per motivi etici od altro. E’ in via di completamento una direttiva tecnica per la attuazione che deve essere per il genaio 2016.

Si è parlato delle professioni viste dalla recente legge 4/2013, quindi non regolamentate. E’ una ‘best practice’ (italiana) che è stata proposta in sede comunitaria. Per il momento le altre nazioni hanno deciso di avviare EPC solo con le professioni regolamentate.

Nelle domande  finali  si è percepita  la sensazione di incertezza innanzitutto per gli stringenti tempi di risposta  della EPC da uno stato all’altro con regole di silenzio assenso,   per  il nuovo IMI, sistema informativo preposto, ma su altri aspetti ad es. di controllo dell’operato di un professionista in una nazione ospitante, etc. etc.

 

In conclusione,

questo è il percorso delineato per permettere la mobilità dei professionisti.

Punto cruciale è la regolamentazione o meno della professione, con la richiesta continua della UE di ridurre al minimo possibile gli ‘steccati’.

In questo contesto , il percorso avviato da Assocontroller che fortissimamente ha voluto una normazione, poi una attestazione e quindi una certificazione della professione del controller è esattamente in linea.  Tempi ?!

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