Quale profilo del controller del domani (a breve – medio termine …) ?

Come già anticipato nel precedente articolo (vedere qui )  nella Assemblea di IGC  Internal Group of Controlling che si è tenuta a Milano, ospiti di Assocontroller, grande parte del workshop, che era rivolto al ristretto numero di membri e soci di questa organizzazione, è stata sulla digitalizzazione dei processi e quindi sul ruolo del controller.

Si sono stati alternati relatori interni ed esterni alla associazione che hanno affrontato sistematicamente l’argomento

Ottima la sintesi  prodotta dal Dr Ronald Gleich (Germania, IGC)  con  questa slide

 

 

Dove sono indicati i gradini di un lungo percorso che parte dalla armonizzazione delle procedure (importante  aggiungere la ‘qualità dei dati’ ) e si va su su su fino  a strumenti quali Process Mining, Robotic Process Automation (RPA), Machine Learning e Artificial Intelligence

 

 

 

Un intervento molto qualificato ed interessante è stato tenuto da Dr Raef Lawson (Vice Presidente di IMA)  sul posizionamento del CdG.

Egli ha sottolineato la necessità vitale del Controller di ‘spostarsi’ sempre più verso un ruolo di ‘data analyst’. Una sintesi del valore assoluto che rappresenta queste due parole è in questa slide

 

Dove viene indicato un percorso che deve seguire l’ “innovato” controllo di gestione:

dalla analisi descrittiva (del passato, per individuare delle simmetrie, dei profili, dai pattern tra i dati ), alla diagnostica , alla analisi predittiva (partendo da modelli individuati di comportamento del mercato, clienti, concorrenti ) a quella prescrittiva per arrivare alla creazione del Valore.

Aggiungo che tutto questo comporta un cambiamento di passo, di conoscenza e di skill che sono il risultato sinergico tra il controller (che conosce la realtà, che sente la puzza/profumo della fabbrica o del … cliente) e l’analista (con forte presidio sulla ‘purezza algoritmica’ !

 

Quindi arriva  sempre più forte  il messaggio:  il controller sopravvive solo se è strategic business partner!

Lawson aggiunge che la reazione che dobbiamo avere, come controller, alle sollecitazioni provenienti dalla tecnologia e dalla velocità di automazione, deve fare leva su COMPETENZA e TALENTO la tecnologia viene dopo!   Però il controller DEVE fare un salto di qualità con l’acquisizione di conoscenze e competenze in strategic management, data science e capacità analitiche.

Aggiungo che  queste affermazioni che provengono da un così qualificato esponente della più grande e storica organizzazione professionale del controllo di gestione del Mondo , affermazioni che fanno eco agli statement di IGC, che una meta asociazione e cassa di risonanza della ‘intellighenzia’ internazionale … hanno visto una pre-visione già nel 2012/2013 quando fu scritta la Norma UNI 11618!

 

Nella revisione che verrà realizzata nel 2021 questi concetti, in termini di conoscenze ed abilità/skill che si rendono necessari, saranno lì molto più esplicitati.  E’ l’impegno di Assocontroller.

 

Nella Assemblea Annuale di IGC a Milano c’è stato anche il brillante intervento del Prof A Dossi di SDA/Bocconi in cui ha confrontato strategie di Cdg in grandi aziende italiane. Egli è stato diretto vedendo un profondo cambiamento del mercato professionale del controller, a fronte dei processi di digitalizzazione. Egli suggerisce un riposizionamento con focus sul Management Controlling System (Reporting, Costing, Incentive) con enfasi sulle caratteristiche ‘umane’ del controller!

 

 

 

Giorgio Cinciripini

Past President

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