Emotional Intelligence

Riporto un articolo del Corriere Comunicazioni https://www.corrierecomunicazioni.it/lavoro-carriere/intelligenza-artificiale-piu-strategiche-le-skill-emotional/.

 

Secondo i manager intervistati, i dipendenti devono sviluppare le competenze di EI in modo da potersi adattare a ruoli più orientati verso l’attenzione al cliente e a contatto con il pubblico (76%) e intraprendere compiti che richiedono competenze di EI che non possono essere automatizzate (di nuovo il 76%) come empatia, capacità di influenzare le persone e teamwork. Il 61% dei dirigenti dichiara che l’emotional intelligence sarà strategico entro i prossimi 5 anni, affermazione che trova d’accordo il 41% dei dipendenti in ruoli non legati alla supervisione.

 

Ma solo il 42% di aziende fornisce attività di training al senior e al top management, una percentuale che si riduce al 32% per il middle management e al 17% per i dipendenti che non ricoprono ruoli di supervisione. Nonostante questi dipendenti siano il gruppo maggiormente colpito dall’automazione, meno del 40% delle aziende si accerta che il potenziale candidato possegga le competenze necessarie in tema di EI durante i processi di selezione o verifica queste competenze nei dipendenti già assunti che non ricoprono ruoli di supervisione.

 

A valle del brillante evento su AUTOMAZIONE INTELLIGENTE organizzato dalla ns Associazione  nei giorni scorsi a Milano è chiaro l’impegno di Assocontroller innanzitutto nel declinare quali sono i ‘soft skill’ (attitudini) che vengono richiesti al fine di riportarli allo interno dello Standard Professionale del controller (Norma UNI 11618).  

Altra attenzione che viene profusa è quella di ‘promuovere’  queste ‘nuove’ necessità formative sia nel mondo accademico che in quello della formazione professionale. 

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